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Aumento dei prezzi delle componenti hardware e difficoltà di approvvigionamento: cosa sta succedendo e come possono reagire le imprese

By Marco Ballan
marzo 20, 2026

Il 2026 si sta rivelando un anno particolarmente complesso per il mercato dell’hardware. Le dinamiche globali della supply chain stanno generando tensioni crescenti su componenti chiave come...

Il 2026 si sta rivelando un anno particolarmente complesso per il mercato dell’hardware.

Le dinamiche globali della supply chain stanno generando tensioni crescenti su componenti chiave come memorie RAM, NAND, CPU e unità di storage, con effetti diretti su costi, disponibilità e capacità di pianificazione da parte delle aziende.

A queste dinamiche si somma l’incertezza relativa alle soluzioni di virtualizzazione che hanno visto una turbolenza importante nel corso del 2025 in termini di costi per le aziende ed una difficoltà di comprensione delle roadmap evolutive.

Il boom delle richieste di infrastruttura per l’AI sta inoltre assorbendo quantità crescenti di hardware dedicato, determinando la carenza di componenti (RAM, SSD e controller), tempi di consegna più lunghi, spesso incompatibili con i programmi di refresh tecnologico delle aziende, ed aumenti significativi dei prezzi, che variano a seconda delle famiglie di prodotto e delle configurazioni.

Il risultato è un contesto in cui è sempre più difficile garantire continuità operativa, pianificare capacità future e mantenere sotto controllo i costi.

L’impatto per i clienti: costi imprevedibili e progetti a rischio

Le aziende che devono aggiornare o espandere la propria infrastruttura IT si trovano ad affrontare problemi concreti:

  • Tempistiche di progetto a rischio a causa della scarsa disponibilità di parti che determinano un ritardo nell’innovazione tecnologica.
  • Difficoltà nella pianificazione della capacità e dei relativi budget: lead time e prezzi possono cambiare rapidamente con vendor non in grado di fornire garanzie nel breve periodo.
  • Necessità di riutilizzo di hardware obsoleto, esponendo le aziende a rischi di obsolescenza e sicurezza.

Secondo quanto si evince dal mercato, gli aumenti a cui stiamo assistendo sono dovuti a incrementi costanti nei costi dei componenti: memorie, unità disco, controller e tecnologie correlate. A questi fattori si aggiungono dinamiche di mercato che richiedono un riallineamento dei prezzi per continuare a garantire qualità, innovazione e capacità di fornitura.

Considerando questo scenario cosa dovrebbero fare le imprese?

Nell’attuale contesto, agire con tempestività può davvero fare la differenza. È importante innanzitutto individuare rapidamente i progetti di refresh o di espansione delle infrastrutture, così da anticipare possibili criticità.

Valutare ordini anticipati è una strategia utile per evitare gli aumenti di prezzo già programmati.
Allo stesso tempo, considerare il cloud come leva per garantire continuità operativa può rappresentare una soluzione particolarmente efficace, soprattutto per ambienti di test, sviluppo o per tutti i workload con un elevato grado di flessibilità.

Infine, una collaborazione stretta fra i team tecnici e commerciali permette di accelerare l’elaborazione di preventivi e configurazioni, riducendo il rischio di ritardi legati alle dinamiche della supply chain.

Come IBM risponde a questa situazione

In un contesto dominato da carenze e instabilità, la strategia IBM per rispondere a queste esigenze delle imprese si basa su tre leve principali: infrastruttura Power, IBM Cloud e IBM Storage.

I server IBM Power Systems offrono prestazioni elevate e un’elevata efficienza, caratteristiche che li rendono ideali per i carichi di lavoro più critici. In un contesto di mercato particolarmente sfidante essi si distinguono per:

  1. Consolidamento delle risorse ed energy saving
    Grazie alla tecnologia di virtualizzazione PowerVM e all’allocazione intelligente delle Logical Partition, i sistemi Power assicurano un livello di utilizzo ottimale delle risorse hardware, riducendo drasticamente, a parità di carico di lavoro e rispetto a soluzioni di mercato alternative:
    • il numero di sistemi da implementare e manutenere
    • l’occupazione di spazio e il consumo energetico
  2. Disponibilità di risorse on-demand in ambito hybrid
    I sistemi Power di tipo Enterprise, attraverso meccanismi di attivazione on-demand di CPU e memoria, offrono la possibilità di avviare rapidamente e in modo flessibile nuove progettualità, generando un differenziale competitivo in termini di time-to-market.
    In alternativa, e per qualunque tipologia di sistemi Power, è possibile inoltre attivare in tempo reale partizioni Power VS per gestire in modalità ibrida eventuali picchi di carico o casi d’uso specifici con tutta la flessibilità di un modello di costi di tipo cloud.

Anche IBM Cloud rappresenta un elemento chiave per affrontare le attuali difficoltà della supply chain. La piattaforma consente un deployment rapido con capacità garantita e ha una scalabilità sicura e affidabile per workload AI, analytics e HPC. IBM Cloud infatti mette a disposizione:

  1. Modelli flessibili di approvvigionamento
    A seconda delle specifiche esigenze di mercato, è possibile selezionare più di 230 servizi IaaS e PaaS disponibili nel catalogo IBM Cloud, nonché modalità Pay‑as‑you‑go o contratti di sottoscrizione a condizioni più vantaggiose. In particolare, le cosiddette Reserved Instances permettono di prenotare capacità per periodi prolungati, stabilizzando così costi e pianificazione.
  2. Soluzioni ibride di virtualizzazione e modernizzazione
    La disponibilità su IBM Cloud di soluzioni di virtualizzazione di tipo Virtual Private Cloud oppure fondate su tecnologia Red Hat (Openshift Virtualization) consente, sempre partendo da modelli di approvvigionamento molto flessibili, da un lato di mitigare possibili lock-in di mercato e dall’altro di modernizzare la propria infrastruttura. In questo modo si incide positivamente su efficienza dei costi e sul time-to-market attraverso un vero approccio ibrido nel quale ogni applicazione risiede nel modello architetturale che più la valorizza.

Infine, IBM Storage offre una risposta concreta per ottimizzare il TCO (Total Cost of Ownership) attraverso tre pilastri strategici:  

  1. Ottimizzazione dello spazio e IBM FlashSystem
    Le nuove soluzioni IBM FlashSystem con FCM5 non rappresentano solo l’avanguardia in termini di performance e cyber-resiliency, ma sono veri e propri motori di risparmio sui costi operativi (OPEX). Grazie a tecnologie avanzate di Data Reduction (Compressione + Deduplica), permettono di:
    • assicurare una densità logica che massimizza il valore di ogni TB acquistato.
    • ridurre drasticamente il footprint fisico nel data center
    • abbassare i consumi energetici e i costi di raffreddamento
  2. Modernizzazione agile: IBM Fusion
    Acceleriamo il time-to-market (delivery in pochi giorni) consolidando su un'unica appliance i workload Red Hat OpenShift e la migrazione di ambienti VMware via OpenShift Virtualization, eliminando in questo modo la complessità di gestione e i costi di licenze multiple.
  3. Sostenibilità a lungo termine: il ritorno del Tape
    Per i dati freddi e i backup massivi, le soluzioni Tape rappresentano l'asset economico ottimale con un costo imbattibile. La densità raggiunta e l'apertura al mondo S3 assicurano vantaggi economici non raggiungibili da altre tecnologie, offrendo al contempo un air-gap fisico contro il ransomware.

Da un punto di vista più generale della gestione delle relazioni con i clienti per IBM è importante comunicare con chiarezza, evidenziando l’opportunità di poter usufruire di prezzi bloccati con ordini effettuati entro il 30 giugno 2026; attraverso i propri specialisti e la rete di Business Partner certificati, IBM è in grado di proporre soluzioni tecnologiche che possono offrire alternative utili a gestire le criticità del mercato attuale.

Marco Ballan - Director of Infrastructure, IBM Italy

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