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Gestione degli asset aziendali: come vincere le nuove sfide. Il software e i casi d’uso reali

La gestione degli asset, soprattutto nei contesti complessi, non è più un’opzione, ma una necessità strutturale per garantire continuità operativa, efficienza economica e sostenibilità...
La gestione degli asset, soprattutto nei contesti complessi, non è più un’opzione, ma una necessità strutturale per garantire continuità operativa, efficienza economica e sostenibilità futura. A partire da questa convinzione si è tenuto il webinar “Gestione degli asset aziendali: come vincere le nuove sfide”, moderato da Massimo Mattone, giornalista e direttore di Nextwork360, che ha favorito il confronto sul ruolo strategico dell’Asset Management nelle imprese moderne.
Le organizzazioni oggi vivono un paradosso: da un lato una crescente consapevolezza dell’importanza degli asset, dall’altro una forte frammentazione dei dati, dei processi e delle responsabilità, spesso distribuiti in silos applicativi che non comunicano tra loro. In questo scenario, la tecnologia da sola non basta: è indispensabile una vision, una governance dei dati e una strategia chiara che permettano di trasformare gli strumenti digitali in valore reale.
Il mercato dell’Asset Management e le nuove sfide
Andrea Navicelli, Senior Consultant di P4I, offre una fotografia di questo scenario e analizza l’andamento del mercato globale dell’Enterprise Asset Management, oggi valutato oltre 6,5 miliardi di dollari e destinato a più che raddoppiare entro il 2030. La crescita è trainata da quattro fattori principali: l’Industria 4.0 e la fabbrica digitale, l’intensificarsi delle normative (ISO 55000, requisiti ESG), la pressione sui margini e la necessità di rendere misurabile la sostenibilità.
Le imprese sono chiamate a compiere una transizione culturale, passando da modelli di manutenzione reattiva e preventiva a modelli predittivi e prescrittivi, abilitati da dati, analytics avanzati, machine learning e intelligenza artificiale. In Italia, se solo una parte delle aziende ha già adottato la manutenzione predittiva, un’ampia percentuale dichiara l’intenzione di farlo a breve. Il momento è quindi cruciale: chi inizia prima ad accumulare dati e competenze costruisce un vantaggio competitivo difficilmente colmabile nel tempo.
La prospettiva IBM: resilienza e Asset Lifecycle Management
Maurizio Decollanz, Technology Sales Leader di IBM, amplia ulteriormente il quadro, spostando il focus sul concetto di resilienza. Per IBM, l’Asset Lifecycle Management non è semplicemente l’implementazione di un software, ma un approccio che consente alle organizzazioni di governare la complessità e di affrontare l’incertezza.
Decollanz porta esempi concreti per dimostrare quanto una gestione inadeguata degli asset possa avere conseguenze drammatiche: fermi non pianificati, costi in crescita, impatti sulle persone e sulla sopravvivenza stessa delle aziende. A questo si sommano fattori esterni sempre più critici: instabilità delle supply chain, aumento dei costi energetici, carenza strutturale di competenze tecniche. In questo contesto, continuare a operare con soluzioni scollegate e dati frammentati espone le organizzazioni a rischi sempre più elevati.
Ad entrare nel dettaglio della soluzione è Shaul Ajo', Automation Sales Specialist, che presenta IBM Maximo Application Suite come piattaforma integrata per la gestione dell’intero ciclo di vita degli asset. Maximo consente di gestire asset di qualsiasi tipologia – industriali, immobiliari, IT, infrastrutturali – accompagnandoli dall’acquisizione alla dismissione.
La forza della suite risiede nella sua modularità e scalabilità: le organizzazioni possono partire da esigenze specifiche (censimento, manutenzione, gestione delle facility, monitoraggio energetico) e crescere nel tempo, integrando IoT, intelligenza artificiale, mobile e analytics. Non si tratta quindi di un sistema rigido, ma di una base comune su cui costruire progressivamente la trasformazione digitale dell’Asset Management.
Il caso del Comune di Palermo
Rosario Alagna, Account Manager del Dipartimento della Trasformazione digitale e Funzionario informatico Comune di Palermo, porta una testimonianza diretta, che mostra come l’Asset Management possa diventare uno strumento di politica pubblica e inclusione sociale. Il contesto è quello di una grande città, con un patrimonio immobiliare vasto e complesso: edilizia residenziale pubblica, beni confiscati alla criminalità organizzata, immobili destinati a servizi alla cittadinanza.
Le criticità di partenza sono tipiche della pubblica amministrazione: carenza di personale, frammentazione degli archivi, applicativi obsoleti, normative in continua evoluzione. La scelta di IBM Maximo nasce dalla volontà di non aggiungere un ulteriore software, ma di cambiare radicalmente il modo di gestire il patrimonio, creando un modello operativo basato su dati affidabili, processi condivisi e cooperazione tra uffici e stakeholder.
Il progetto parte dal censimento degli asset e dalla creazione di un fascicolo digitale per ogni unità immobiliare, con l’obiettivo di passare da una gestione emergenziale a una pianificata e predittiva. Questo approccio consente di migliorare l’allocazione delle risorse, aumentare le entrate, rispettare le normative e, soprattutto, generare valore per la collettività. Per il Comune di Palermo, Maximo diventa il “tessuto” su cui costruire una visione di lungo periodo, estendibile ad altri ambiti come lavori pubblici, verde urbano e autoparco.
Il caso di AMG Energia
Mentre Francesco Puccio, Responsabile della trasformazione digitale di AMG Energia, racconta un percorso fondato sul principio “think big, start small”. Il progetto nasce da esigenze operative concrete, legate alla gestione della pubblica illuminazione, in un contesto caratterizzato da impianti obsoleti, territorio complesso e frequenti segnalazioni dei cittadini.
Grazie a IBM Maximo e al supporto di un partner tecnologico con approccio sartoriale come Elmi, AMG Energia ha costruito un sistema che consente il monitoraggio completo degli asset, la gestione strutturata delle segnalazioni di guasto, la tracciabilità degli interventi e l’integrazione con altre applicazioni comunali. I benefici sono tangibili: riduzione dei tempi di intervento, migliore coordinamento tra funzioni, maggiore trasparenza e qualità del servizio percepita dalla cittadinanza.
Francesco Puccio sottolinea come innovare significhi anche sperimentare, rivedere i processi e accettare il cambiamento. In questo senso, l’Asset Management diventa un abilitatore di valore pubblico, capace di migliorare non solo l’efficienza interna, ma anche il rapporto tra amministrazione e cittadini.
Dai diversi contributi emerge un messaggio condiviso il costo dell’inazione è ormai insostenibile. La tecnologia è un fattore abilitante, ma il successo dipende dalla visione strategica, dal change management e dalla capacità di coinvolgere l’intera organizzazione.
Le esperienze del Comune di Palermo e di AMG Energia dimostrano che l’Asset Management, se affrontato con metodo e gradualità, può diventare un pilastro di innovazione, resilienza e creazione di valore nel lungo periodo.
Per ascoltare la registrazione del webinar: link