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Italia ed Europa verso la tokenizzazione dell’economia: evidenze dal Global Outlook 2026 dell’IBM Institute for Business Value

By Paola Piacentini
aprile 15, 2026
Italia ed Europa verso la tokenizzazione dell’economia: evidenze dal Global Outlook 2026 dell’IBM Institute for Business Value

Il “2026 Global Outlook for Banking and Financial Markets” dell’IBM Institute for Business Value fotografa un settore bancario in rapida trasformazione, dove la tokenizzazione passa...

Il “2026 Global Outlook for Banking and Financial Markets” dell’IBM Institute for Business Value fotografa un settore bancario in rapida trasformazione, dove la tokenizzazione passa velocemente dalla visione strategica alla realtà di un concreto funzionamento dei servizi finanziari. A livello globale, 26% dei dirigenti bancari afferma che la tokenizzazione è parte centrale del piano strategico d’impresa, ma solo una minoranza ha già portato iniziative in produzione. In Europa e in Italia, la spinta alla tokenizzazione è più cauta che negli Stati Uniti e in Asia a fronte di una regolamentazione più attenta e di una maggiore sensibilità ai temi della compliance.

Europa in ripresa: efficienza e performance finanziaria in miglioramento

I dati dello studio mostrano un netto rafforzamento dei fondamentali della performance finanziaria delle banche europee tra il 2019 e il 2025. Nell’UE, il Return on Average Equity (ROAE) cresce dal 7,0% al 12,6%; il Price-to-Book Ratio (PBR) medio passa da 0,8 a 1,4 superando la soglia minima di 1,0 a indicare una maggiore confidenza da parte degli analisti finanziari nella creazione di valore delle banche; mentre la mediana del Cost-to-Income Ratio (CIR) si riduce dal 58,1% al 48,3% indicando un migliore livello di efficienza (seppur in larga parte spinto dall’effetto redditività indotto dalla crescita dei tassi di interesse). Anche la qualità degli attivi migliora, con la mediana dei Non Performing Loans (NPL) in calo dal 4,7% al 3,2%.

L’approccio europeo: innovare senza disintermediazione

Rispetto agli Stati Uniti dove gli stablecoin prendono spazio velocemente, l’UE è caratterizzata da una forte spinta verso il Digital Euro (la Central Bank Digital Currency dell’eurozona) e un’apertura più attenta alle stablecoin e alla tokenizzazione in un contesto in cui il sistema dei pagamenti è ancora frammentato a livello nazionale. Per le banche Italiane questo si traduce in un compito preciso: accelerare l’adozione della tokenizzazione in modo conforme e sicuro, valorizzando l’accesso ai mercati dei capitali e competendo sui servizi per mantenere la relazione con la clientela.

Dati italiani: un segnale nella direzione della tokenizzazione

All’interno del campione globale di 500 executive, i rappresentanti del sistema bancario italiano sono 16 rendendo il dato Europeo più significativo per la nostra interpretazione e la rilevazione europea. Per quanto riguarda l’approccio strategico, il 25% delle banche europee definisce la tokenizzazione un fattore, sostanzialmente in linea con il 26% globale. In questo contesto le banche Italiane sono attive nel testare soluzioni che tokenizzino i servizi finanziari e il sistema dei pagamenti.

Dove creare valore: corporate, pagamenti e wealth

Lo studio stima che la tokenizzazione abbia effetti particolarmente significativi nel consentire efficienza e automazione dei processi di corporate banking: pagamenti cross-border, tesoreria, attività di capital market. Laddove le aziende intendano emettere una propria stablecoin per efficientare la catena del valore, le banche si propongono come partner regolamentati per digitalizzare sulla blockchain i depositi, gli affidamenti creditizi e la gestione della liquidità aziendale in ottica transfrontaliera attraverso lo scambio istantaneo degli asset digitali e la programmability (smart contract). Per un’economia come quella italiana, fortemente esportatrice e manifatturiera, la riduzione dei tempi di settlement da giorni a minuti e la loro automazione nell’ambito della catena produttiva sono fattori che rafforzano la competitività, mitigando rischi operativi e di controparte.

Nel sistema dei pagamenti, l’interesse degli operatori nell’ambito della tokenization converge sulla creazione di servizi 24/7, trasferimenti transfrontalieri rapidi, settlement istantaneo e a basso costo. Gli operatori italiani possono migliorare la qualità del servizio, contenere i costi operativi e differenziarsi nell’area SEPA integrando la tokenizzazione con infrastrutture europee.

Per le istituzioni attive nel mondo dell’asset e wealth management, la tokenization trasformerà la gestione patrimoniale, la distribuzione dei prodotti di investimento e l’execution delle decisioni di investimento. La possibilità di frazionare asset di alto valore unitario in unità negoziabili al dettaglio amplia l’accesso a nuove classi di investimento per la clientela retail. In questo ambito, le piattaforme di custodia non sono più semplice back office, ma parti centrali nella creazione di valore.

Rischi, compliance e tecnologia: cosa frena, cosa serve

I partecipanti al sondaggio citano l’ambiguità regolamentare come principale freno allo sviluppo di stablecoin, insieme alla potenziale crescita del rischio frodi e della complessità KYC/AML. La risposta operativa è investire in soluzioni di compliance “embedded” (integrata), nella trasparenza e auditabilità dei processi e nell’abilitare l’accesso agli attivi in modo tokenizzato da parte degli AI agent in corso di sviluppo.

Sul fronte tecnologico, quattro su cinque executive indicano la necessità di investire ulteriormente nelle risorse informatiche e in architetture hybrid cloud, fattori indispensabili per la scalabilità delle iniziative di tokenizzazione. Tuttavia, si evidenzia che il 94% dei progetti di modernizzazione del core banking bancario sfora le tempistiche iniziali, con benefici insufficienti o non pienamente realizzati per oltre la metà delle banche. Serve, quindi, un approccio olistico alla trasformazione che unisca tecnologia, readiness organizzativa e change management. In parallelo, è imprescindibile una cybersecurity basata sulla “quantum-safe cryptography” al fine di anticipare la crescente sofisticazione dei pirati informatici.

AI agentica e interoperabilità: moltiplicatori di impatto

Il rapporto sottolinea come la convergenza tra tokenization e Agentic AI sia elemento importante per la creazione di valore, per esempio nel facilitare l’interoperabilità cross-platform (68% degli intervistati). Le sinergie tra AI agentica e tokenizzazione sono ritenute significative, ma molte istituzioni si trovano ancora in una fase tattica nel processo di adozione dell’AI. Le banche in Italia possono fare leva su un vantaggio competitivo se investono nella costruzione di piattaforme finanziare integrabili e con un sistema dei controlli integrato by design.

Le priorità per chi opera in Italia

Alla luce dei dati europei e delle indicazioni strategiche del rapporto, le priorità operative per le banche italiane sono chiare. Primo, puntare su casi d’uso ad alto valore immediato: pagamenti cross-border, gestione di tesoreria, tokenizzazione di collateral e trade finance, integrando smart contract e ERP per ridurre tempi e rischi. Secondo, monetizzare l’infrastruttura di compliance, trasformando un obbligo in un asset competitivo: tracciare, verificare e riconciliare in tempo reale, preservando la fiducia dell’ecosistema. Terzo, modernizzare il core banking in modo pragmatizzato, con architetture ibride e progressive, per sostenere servizi 24/7 e settlement istantanei senza compromettere la resilienza dei servizi e delle infrastrutture. Quarto, sviluppare ruoli di piattaforma – issuer, custodian, orchestrator – generando valore per i clienti attraverso un’infrastruttura compliance-driven. Quinto, investire in talenti e partnership: dalle “tokenization academies” alla formazione mirata su DLT (Distributed Ledger Technology), custody e smart contract.

Il messaggio del Global Outlook 2026 è chiaro: le banche in Europa si rafforzano seppur in un contesto complesso che potrebbe esporre vulnerabilità strutturali, mentre la regolamentazione si trasforma per rendere possibile e scalabile la creazione di un’economia tokenizzata; l’Italia, inserita in questo perimetro, ha l’opportunità di trasformare vantaggi regolatori e infrastrutturali in leadership industriale. Con un quarto circa degli executive europei che già considerano la tokenizzazione centrale nel piano strategico d’impresa, la finestra per muoversi con decisione è ora. Governare la complessità tecnologica e normativa, orchestrare ecosistemi interoperabili e portare a scala casi d’uso ad alto impatto non è più un’opzione: è la via maestra per competere in un mercato che premia efficienza, trasparenza e fiducia digitale.

IBM
IBM è fornitore globale leader di cloud ibrido, intelligenza artificiale e competenze di consulenza. Aiuta i clienti in oltre 175 paesi a valorizzare le informazioni ricavate dai loro dati, ottimizzare i processi aziendali, ridurre i costi e ottenere un vantaggio competitivo. Migliaia di imprese pubbliche e private che operano in settori chiave dell’economia, come servizi finanziari, telecomunicazioni e sanità, si affidano alla piattaforma cloud ibrida IBM e Red Hat OpenShift per realizzare i loro progetti di trasformazione digitale in modo rapido, efficiente e sicuro. Le innovazioni di IBM nell'intelligenza artificiale, nel quantum computing, nelle soluzioni cloud specifiche di settore e nella consulenza offrono alle imprese opzioni di offerta aperte e flessibili tra cui scegliere. Tutto questo è supportato dall'attenzione e impegno di lunga data di IBM verso i valori di fiducia, trasparenza, responsabilità, inclusione e servizio. Visitare ibm.com/it-it per maggiori informazioni.
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Contatti:
Paola Piacentini, IBM External Relations Leader 
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