Comunicati stampa

Nuovo studio IBM sui CHRO: l’AI pone il pensiero critico al centro delle priorità dei lavoratori

• Il 60% dei dipendenti teme che l’AI stia indebolendo le proprie competenze; il pensiero critico è indicato più spesso come quella maggiormente in declino
• Quasi la metà delle organizzazioni non coinvolge il CHRO nella definizione della strategia AI
21 set 2026
Nuovo studio IBM sui CHRO: l’AI pone il pensiero critico al centro delle priorità dei lavoratori

ARMONK, N.Y., 21 settembre 2026 — Un nuovo studio globale dell’IBM (NYSE: IBM) Institute for Business Value evidenzia una discrepanza tra le competenze che i Responsabili delle Risorse Umane (CHRO) ritengono richieste dall’AI e quelle a cui i dipendenti danno priorità. Per il 71% dei CHRO, saper supervisionare, verificare e correggere gli output dell’AI è la competenza più importante dei lavoratori; tuttavia, solo il 29% di questi ultimi attribuisce analoga rilevanza alla capacità di giudizio.

Lo studio,* condotto a livello globale su 1.500 CHRO e 8.800 lavoratori, rileva che il 60% dei dipendenti intervistati teme un indebolimento delle proprie competenze, indicando il pensiero critico come la capacità più esposta a questo rischio. Al tempo stesso, i CHRO considerano il pensiero critico (57%) e il giudizio umano (48%) tra le competenze più importanti per la forza lavoro.

I risultati mostrano, inoltre, che le organizzazioni che generano il maggior valore dall’AI stanno riprogettando il lavoro, i processi decisionali e le competenze intorno alle persone e alla tecnologia. Le organizzazioni che definiscono in modo chiaro i flussi di lavoro come guidati dall’uomo, supportati dall’AI o eseguiti dall’AI dichiarano di ottenere una riduzione del rischio del 18% e un miglioramento della qualità del 20%. Tuttavia, quasi la metà (46%) delle organizzazioni non coinvolge il CHRO nella definizione della strategia AI.

AI sta cambiando non solo il modo in cui il lavoro viene svolto, ma anche gli ambiti in cui le persone possono generare il maggior valore”, ha dichiarato Nickle LaMoreaux, Senior Vice President e Chief Human Resources Officer di IBM. “Man mano che l’AI si fa carico di un numero crescente di attività di routine e di processo, le competenze unicamente umane diventano ancora più importanti. I CHRO svolgono un ruolo fondamentale nel riprogettare il lavoro del futuro, affinché le persone possano concentrarsi sugli ambiti in cui possono generare il massimo impatto.

Tra gli altri principali risultati dello studio:

Le preoccupazioni per l’indebolimento delle competenze rafforzano l’importanza della capacità di giudizio e del pensiero critico

  • Tra i dipendenti preoccupati per l’indebolimento delle competenze, tre su quattro affermano che l’AI ha già iniziato a indebolire almeno alcune delle loro capacità.
  • L’indebolimento delle competenze figura tra le principali preoccupazioni dei CHRO ed è citato dal 46% degli intervistati.
  • Il 49% dei dipendenti e il 57% dei CHRO affermano che il pensiero critico e la capacità di inquadrare i problemi rientrano tra le competenze più importanti nell’era dell’AI.
  • Laddove il giudizio è integrato nelle modalità di svolgimento del lavoro, il 62% dei CHRO segnala una crescente fiducia dei dipendenti nelle decisioni supportate dall’AI; dove non lo è, il 57% riferisce un calo di fiducia.

Le lacune sull’attribuzione della responsabilità relativa all’AI hanno un impatto sui dipendenti

  • Il 43% dei dipendenti riferisce che, quando qualcosa non funziona con l’AI, la colpa ricade su di loro; il 41% dei CHRO ritiene invece che i dipendenti possano non sentirsi sicuri nel mettere in discussione o correggere gli output dell’AI.
  • Il 36% dei CHRO afferma che l’incertezza sulle responsabilità complica l’implementazione dell’AI.
  • Solo il 28% dei CHRO dichiara di disporre di una roadmap congiunta con l’IT, sostenuta da una cadenza operativa condivisa, mentre il 73% afferma di avere difficoltà a coordinarsi con continuità all’interno della C-suite.
  • Laddove il CHRO condivide almeno la responsabilità di stabilire quali decisioni debbano restare guidate dall’uomo, il 76% dei dipendenti si sente libero di mettere in discussione o correggere le raccomandazioni dell’AI, rispetto al 43% nei casi in cui le Risorse Umane svolgono un ruolo meramente consultivo.

I benefici dell’AI generano nuove pressioni sui lavoratori

  • L’80% dei CHRO ritiene che l’adozione dell’AI generi lavoro “invisibile” per i dipendenti, tra cui convalidare le raccomandazioni, correggere gli errori, fornire contesto e gestire le eccezioni.
  • Il 42% dei dipendenti afferma che l’AI aumenta il proprio carico di lavoro oppure che il lavoro svolto non viene riconosciuto.
  • Il 42% dei CHRO afferma che gli incrementi di produttività ottenuti grazie all’AI vengono reinvestiti principalmente nell’innovazione o nella riqualificazione professionale.

La funzione Risorse Umane è chiamata a guidare la trasformazione dell’AI, ma fatica ancora ad adottarla al proprio interno

  • Il 72% delle organizzazioni utilizza l’AI in misura limitata all’interno della funzione Risorse Umane o non la utilizza affatto.
  • I CHRO valutano particolarmente basse le capacità della funzione HR in termini di alfabetizzazione sull’AI all’interno del team (13%), nella misurazione delle prestazioni dell’AI (16%) e nella gestione del cambiamento per l’adozione dell’AI (20%).
  • Le organizzazioni con competenze AI mature in ambito HR, incluse governance, architettura e misurazione, hanno quasi il doppio della probabilità di registrare un numero maggiore di KPI aziendali positivi.

Per consultare lo studio completo: https://www.ibm.com/thought-leadership/institute-business-value/en-us/c-suite-study/chro

Lo studio raccoglie anche i punti di vista dei CHRO e dei responsabili delle risorse umane su come le organizzazioni stanno rispondendo ai cambiamenti determinati dall’AI sui lavoratori. Una selezione di queste testimonianze dirette è disponibile nell’addendum riportato di seguito.

*Metodologia dello studio:

L’IBM Institute for Business Value, in collaborazione con Oxford Economics, ha condotto due indagini complementari tra aprile e giugno 2026. La prima ha raccolto le opinioni di 1.500 CHRO e dirigenti senior con responsabilità equivalenti in materia di strategia della forza lavoro, analizzando come progettano il lavoro, la cultura e la forza lavoro per un’impresa abilitata dall’AI in 21 aree geografiche e 23 settori industriali. I dirigenti intervistati rappresentano organizzazioni di dimensioni e comparti differenti, con ricavi o budget annui compresi tra 250 milioni e 123,7 miliardi di dollari e organici da 200 a oltre 880.000 dipendenti. La seconda indagine ha coinvolto 8.800 dipendenti a tempo pieno in 28 Paesi, per rilevare la loro esperienza con l’AI sul lavoro. Sono state inoltre condotte ulteriori analisi per identificare le organizzazioni che trasformano l’AI in crescita rispetto a quelle che la trasformano in risparmi, segmentandole per maturità strategica sulla base delle competenze e del livello di preparazione culturale.

L’IBM Institute for Business Value, il think tank di IBM dedicato alla thought leadership, combina ricerca globale e dati sulle performance con le competenze di esperti di settore e autorevoli accademici, offrendo analisi che aiutano i leader aziendali a prendere decisioni informate. Per maggiori informazioni, visitare www.ibm.com/ibv. Per ricevere ulteriori approfondimenti, è possibile iscriversi alla newsletter IdeaWatch: https://ibm.co/ibv-ideawatch.

Informazioni su IBM

IBM è un fornitore leader a livello globale di cloud ibrido, AI e servizi di consulenza. Aiuta i suoi clienti in oltre 175 Paesi a valorizzare le informazioni contenute nei propri dati, semplificare i processi aziendali, ridurre i costi e ottenere un vantaggio competitivo nei rispettivi settori. Migliaia di enti pubblici e aziende operanti in infrastrutture critiche, come servizi finanziari, telecomunicazioni e sanità, si affidano alla piattaforma cloud ibrida di IBM e a Red Hat OpenShift per realizzare le proprie trasformazioni digitali in modo rapido, efficiente e sicuro. Le innovazioni di IBM nell’AI, nel quantum computing, nelle soluzioni cloud specifiche per settore e nella consulenza offrono ai clienti opzioni aperte e flessibili. Tutto ciò è sostenuto dall’impegno di lunga data di IBM per fiducia, trasparenza, responsabilità, inclusività e servizio.

Per maggiori informazioni, visitare www.ibm.com.

Contatti:
Paola Piacentini, IBM External Relations Leader 
email: paola_piacentini@it.ibm.com
tel. + 39 335 1270646

Il punto di vista dei dirigenti:

“La padronanza tecnologica senza capacità di giudizio, aiuta semplicemente un’organizzazione a commettere errori più velocemente.” – Dr. Amit Das, Director e CHRO, Bennett Coleman & Co. Ltd. (The Times of India)

“Anziché chiederci quanto lavoro sia stato completato, ci chiediamo se l’AI abbia contribuito a migliorare la qualità e la rapidità delle decisioni, l’esperienza dei dipendenti, la soddisfazione degli ospiti e le performance aziendali.” – Kristin Oliver, Chief Human Resources Officer, Hyatt Hotels Corporation

“Una cultura abilitata dall’AI e fondata sul principio che le persone sono l’ingrediente segreto di ogni azienda permetterà di distinguersi dai concorrenti. L’AI è uno strumento al servizio delle persone per consentire loro di svolgere al meglio il proprio lavoro.” – Cecilia McKenney, Senior Vice President e CHRO, Quest Diagnostics

“Offrire all’organizzazione un modello di progettazione per la trasformazione è un compito che spetta alla Risorse Umane. È, di fatto, il tipo di lavoro nell’HR a cui tutti aspirano.” – Geneviève Bich, Vice President – Human Resources (CHRO) e membro del Consiglio di amministrazione, Metro

“Consideriamo che CHRO e CTO siano la coppia vincente, perché riuniscono in un’unica conversazione la strategia dei talenti e quella tecnologica. Insieme, siamo co-architetti del lavoro.” – Ali Peek Bebo, CHRO, Pearson

Release Categories