IBM estende le funzionalità del proprio portfolio software al cloud e semplifica lo sviluppo applicativo per gli ambienti ibridi
Annuncia IBM Websphere Connect per facilitare l’integrazione applicativa tra nuove app in cloud e dati e applicazioni esistenti.Nuovi tool ora disponibili per trasformare il software in API e realizzare servizi cloud di facile fruizione

Milano - 29 feb 2016: IBM ha annunciato a Interconnect l’estensione del suo vasto portfolio software al cloud - pubblico, privato e ibrido - consentendo alle aziende e agli sviluppatori di accedere a dati, applicazioni e sistemi strategici per il business, come supply chain, sistemi di gestione scorte e informazioni sui clienti.  Uno studio condotto su oltre 500 responsabili decisionali a livello mondiale rivela che le organizzazioni integrano sempre più le risorse cloud con l’IT tradizionale, per rispondere a esigenze dinamiche e a priorità di business specifiche. E tale integrazione continuerà  ad evolvere di pari passo con la sempre maggiore adozione del cloud, pubblico e privato, da parte delle aziende sempre più digitali. Secondo un recente rapporto di IDC, più dell'80% delle organizzazioni IT passerà ad architetture di cloud ibrido entro il 2017.1

Al cuore di questa trasformazione si trovano gli sviluppatori – una popolazione destinata a raggiungere i 25 milioni entro il 20202 - responsabili di creare nuovi framework per il cloud e sviluppare i nuovi prodotti, app e servizi.

I nuovi servizi cloud dipendono sempre più dall'integrazione con dati e applicazioni on-premise. Per venire incontro a queste esigenze, IBM ha annunciato una nuova serie di offerte “Connect” per IBM Cloud che trasformeranno radicalmente il modo in cui le imprese estendono gli attuali investimenti e funzionalità dell’IT esistente al cloud. Per consentire questa trasformazione strategica, il software di IBM è ora disponibile in cloud attraverso tutti i modelli di delivery: pubblico, privato e on-premise. Grazie a servizi cloud di facile fruizione, gli sviluppatori possono collegare tra loro dati e applicazioni, indipendentemente dall’ambiente IT in cui risiedono.

Il nucleo di questo annuncio è IBM WebSphere Connect, che estende il portafoglio WebSphere al cloud. Con più di 200 milioni di licenze WebSphere vendute in tutto il mondo, il portafoglio middleware di IBM è la piattaforma di punta per Java EE. Quanto annunciato renderà più facile il collegamento delle app al cloud2 ai circa 13 milioni di sviluppatori Java ed estenderà WebSphere alla nuova community di sviluppatori node.js e Swift3.. In futuro, tutti i clienti WebSphere potranno accedere ai nuovi aggiornamenti delle funzionalità direttamente dal cloud di IBM.

"Le aziende adottano applicazioni basate sul cloud per accelerare l’innovazione del business, ma per loro è complesso combinare i servizi cloud nativi con le applicazioni e i dati esistenti on-premise”, commenta Marie Wieck, general manager IBM Cloud Application Services. “Il nostro obiettivo è semplificare drasticamente l’individuazione e la connessione tra le più svariate applicazioni e servizi, per consentire alle organizzazioni di cogliere il massimo valore dalla integrazione fra IT esistente e cloud. Ciò permette agli sviluppatori di scoprire e riutilizzare le migliori funzionalità, indipendentemente da dove risiedono”.

Ad esempio, l’app Expert Tech MobileFirst for iOS realizzata da IBM aiuta i tecnici dei servizi di assistenza a risolvere problemi complessi o domande difficili in modo immediato. Nonostante l’estrema semplicità d’uso, l’app attinge alle informazioni necessarie grazie a 12 sistemi di back-end esistenti – quali gestione dei contenuti, customer relationship management, gestione dei veicoli e gestione delle scorte -  basati su WebSphere. Per uno sviluppatore qualsiasi fonte di dati o sistema, che potrebbe fornire una migliore esperienza cliente o aiutarlo a trovare una risposta più appropriata, deve essere facilmente recuperabile e utilizzabile. Con questo annuncio, IBM facilita la fruizione di qualsiasi dato o sistema via cloud, indipendentemente dal fatto che esso risieda effettivamente su tale piattaforma.

Con decorrenza immediata, le imprese che utilizzano attualmente il software on-premise di IBM possono utilizzare  queste nuove offerte come rampa d'accesso al cloud ibrido, per conseguire vantaggi immediati e nuovo valore dagli investimenti esistenti.

In aggiunta a IBM WebSphere connect, le altre nuove offerte “Connect” comprendono:

  • API Connect - Questo servizio, primo nel suo genere, consente di pubblicare i servizi IT come API - per facilitarne reperimento, chiamata e connessione via cloud. Inoltre, permette la creazione automatizzata di API, il rilevamento semplificato di system of records, l'accesso self-service per gli sviluppatori interni e di terze parti, nonché sicurezza e governance incorporate.
  • App Connect - Una nuova offerta software-as-a-service che fornisce centinaia di connettori integrati per accedere ad applicazioni cloud e on-premise, progettati per aiutare i professionisti delle linee di business a velocizzare le attività di integrazione.
  • MQ Connect - Un nuovo servizio BlueMix che connette il portafoglio IBM Messaging ai servizi di BlueMix Message Hub, realizzando una offerta di messaging veramente ibrida.
  • DataWorks - Basato sul progetto di analytics open source di punta Apache Spark, DataWorks è un servizio che permette ad analisti, sviluppatori e data scientist di preparare e spostare i dati da sistemi on-premise e remoti a un ecosistema cloud di analytics, in cui possono essere rapidamente analizzati e visualizzati.
  • IBM WebSphere Blockchain Connect - Un nuovo servizio a disposizione di tutti i clienti WebSphere, che fornisce un passaggio sicuro e crittografato dal blockchain cloud alla propria impresa.
  • IBM z/OS Connect - Una nuova versione dell'offerta che crea API e interfacce RESTful per tutte le app che girano su IBM z Systems, collegando dati e app residenti su mainframe con il cloud.
  • Fonte: IDC CloudView Survey 2015, Public Cloud Tracker
  • Fonte: Global Developer Population and Demographic Study Volume I, 2015
  • Fonte: Global Developer Population and Demographic Study Volume I, 2015