Le nuove frontiere della sicurezza in risposta al cybercrime
Le tecnologie cognitive si integrano nelle soluzioni di sicurezza IT per combattere minacce sempre numerose e sofisticate A Milano il 7 aprile outthink threats, un evento di IBM in collaborazione con IDC

Milano - 29 mar 2016: Le architetture aziendali basate sulle tecnologie della Terza Piattaforma – cloud, mobile, big data analytics e social – se da una parte consentono alle imprese di cogliere le grandi opportunità dei mercati digitali, dall’altra rendono quasi inefficaci i sistemi di sicurezza informatica centrati sulla difesa del perimetro. Il numero, la varietà e soprattutto l’intelligenza delle minacce continuano ad aumentare, così come le modalità attraverso le quali colpire gli asset critici. L’affermarsi delle nuove tecnologie e l’incombere delle minacce richiedono una strategia di sicurezza che si discosti dal vecchio modello di protezione e difesa perimetrale, a favore di un approccio più avanzato e proattivo che si basa su correlazione e analytics. In questo contesto, IDC evidenzia un fenomeno di crescente integrazione di tecnologie analitiche predittive rispetto  alle soluzioni e ai servizi di sicurezza IT. Soprattutto, sottolinea IDC, sta emergendo il ruolo fondamentale dei sistemi cognitivi.

I Cognitive Systems, insieme a IoT, Robotics, 3D Printing e altre tecnologie, fanno parte di quella categoria di tecnologie che IDC ha identificato e definito come Innovation Accelerator, ovvero tecnologie “disruptive” in grado di amplificare la portata del processo di trasformazione digitale intrapreso dalle aziende, abilitando nuove opportunità di ricavi, strategie di business information-based, l’innovazione dei processi interni e dell’esperienza dei clienti.

Al di là della capacità principale dei sistemi cognitivi, ovvero compiere analisi ed elaborazioni del linguaggio naturale e di informazioni non strutturate interagendo direttamente con l’uomo, IDC evidenzia il peso che tale tecnologia può avere nello sviluppo di piattaforme analitiche di nuova generazione, in grado di estrarre conoscenza da volumi enormi di dati destrutturati. Questo porta anche le soluzioni di sicurezza a un nuovo stadio: si pensi  ad esempio alla possibilità data dalle tecnologie cognitive di apprendere in tempo reale a mano a mano che i dati vengono analizzati, imparare da esperienze passate su come comportarsi in situazioni attuali e velocizzare il processo decisionale dell’uomo evidenziando solo le informazioni utili.

Non è un caso, testimonia una recente ricerca condotta da IDC, che il 48% delle imprese italiane che indicano la sicurezza IT come centrale rispetto alle loro priorità strategiche stia considerando con estrema attenzione le potenziali applicazioni di tecnologie cognitive.

Questo nuovo modo di guardare alla sicurezza IT sarà al centro di outthink threats, un evento che IBM, in collaborazione con IDC, organizza il 7 aprile 2016 a Villa Necchi Campiglio a Milano. Il cuore del dibattito sarà ripensare l’approccio alla sicurezza evidenziando come integrazione, collaborazione e strumenti di advanced analytics possano aiutare a prevenire, rilevare e rispondere velocemente agli attacchi, proteggendo in modo proattivo gli asset critici e mitigando i rischi, fino a esplorare proprio l’utilizzo del cognitive computing, la prossima frontiera nella difesa dai moderni rischi del cybercrimine.

Chairman dell’evento sarà Giancarlo Vercellino, research and consulting manager di IDC Italia, affiancato da esperti di IBM e da casi studio reali.

Per maggiori informazioni sull’evento e sull’agenda: outthink threats

Hashtag ufficiale dell’evento: #IBMSecurity

Scarica l’infografica IDC sull’escalation del cybercrimine