Comunicati stampa
Un nuovo studio globale di IBM rileva che CIO e CTO affrontano un crescente divario nel controllo dell’AI mentre la sua adozione in azienda aumenta su larga scala

ARMONK, N.Y., 8 giugno 2026 – Un nuovo studio dell’IBM Institute for Business Value (NYSE: IBM) rileva che, mentre l’intelligenza artificiale nelle aziende sta passando dalla fase di sperimentazione alla distribuzione su larga scala, due terzi dei CIO e CTO intervistati a livello globale ammette di essere ritenuto responsabile di sistemi AI che non controlla pienamente, e la governance fatica a tenere il passo con la crescita.
Lo studio globale* condotto su 2.000 dirigenti tech apicali mostra che la mancanza di visibilità è diffusa. La maggior parte degli intervistati (70%) afferma che i team all’interno delle aziende stanno implementando tecnologie più rapidamente di quanto l’IT riesca a monitorare.
Allo stesso tempo, CIO e CTO affrontano una pressione crescente per accelerare la scalabilità dell’AI, pur non disponendo spesso delle strutture necessarie a supportarla. Entro il 2027, i tech CxO intervistati prevedono un aumento del 38% nel numero di agenti AI distribuiti in azienda. Sebbene l’80% di essi riporti che il mandato di trasformazione AI sia promosso dai CEO, solo l’11% ritiene di essere pienamente pronto a un’implementazione su scala degli agenti AI prevista per il prossimo anno. Anche la governance è in ritardo: il 77% delle organizzazioni intervistate dichiara che l’adozione dell’AI sta già superando le attuali capacità di governance.
Con la crescita dell’AI aumentano globalmente i rischi operativi e di sicurezza
- L’analisi mostra che nelle organizzazioni che si affidano a una governance manuale, il rischio di incidenti aumenta con l’espansione dell’adozione dell’AI, mentre quelle che integrano il controllo direttamente nei propri sistemi AI registrano il 25% in meno di incidenti.
- La maggior parte (59%) dei tech CxO intervistati indica le preoccupazioni relative a sicurezza e conformità come i principali ostacoli alla scalabilità degli agenti AI.
- Le organizzazioni intervistate hanno registrato in media 54 incidenti legati ad agenti AI nell’ultimo anno, eventi indesiderati e/o dannosi che hanno richiesto un intervento umano correttivo.
- Secondo gli intervistati, il 17% di questi incidenti legati agli agenti AI era di elevata gravità, e ha richiesto più di quattro ore per essere contenuto:
- il 37% ha causato esposizione di dati o violazioni della sicurezza
- il 33% ha provocato guasti a catena nei sistemi
- il 17% ha generato problemi di conformità normativa
Le organizzazioni che ripensano controllo e investimenti nell’AI ottengono risultati migliori
- Si prevede che la spesa per l’AI crescerà nei budget IT da poco meno del 15% nel 2025 a quasi il 25% entro il 2027 — un incremento del 71% in due anni, e questo aumenterà la pressione su CIO e CTO.
- Tuttavia, l’84% dei tech CxO non ha ancora pienamente reso operativa la gestione finanziaria dell’AI e l’85% continua a non avere piena visibilità in tempo reale sulla spesa AI.
- L’analisi rileva che le organizzazioni che integrano il controllo nei propri sistemi AI:
- implementano un numero di agenti AI 16 volte superiore rispetto a quelle che si affidano a una governance manuale
- ottengono margini operativi superiori del 18%
- spendono quattro volte meno del proprio budget AI
- L’analisi mostra che le organizzazioni con una forte disciplina finanziaria:
- implementano 2,4 volte più agenti AI senza aumentare il budget AI/IT
- hanno una probabilità tre volte maggiore di dichiararsi completamente pronte alla scalabilità dell’AI
- Le aziende intervistate che hanno progettato fin dall’inizio sistemi adattabili — mantenendo i carichi di lavoro portabili e i modelli sostituibili anziché vincolati a dipendenze rigide — hanno registrato nel 2025 un ritorno sugli investimenti AI superiore del 10%.
In Italia, il divario tra le ambizioni in materia di AI e la prontezza operativa è particolarmente evidente, il che riflette molte delle sfide individuate nei risultati dello studio a livello globale.
“Per quanto riguarda l’Italia, il divario tra velocità di adozione e capacità di governo dell'AI appare particolarmente evidente. Tra i tech leader italiani intervistati, l'86% segnala una pressione medio-alta da parte del CEO o dell'Executive leadership per accelerare l'implementazione degli agenti AI, ma soltanto il 9% si considera pienamente pronto a gestirne la scalabilità.
Crescono intanto gli investimenti: la quota del budget IT destinata all'AI dovrebbe passare dal 16% del 2025 al 28% nel 2027, mentre il 90% degli intervistati non dispone ancora di una piena visibilità in tempo reale sulla spesa.
Il quadro che emerge è quello di un'ambizione sull'intelligenza artificiale che cresce più rapidamente della capacità delle organizzazioni di governarla: la sfida per le imprese non è rallentare l'innovazione, ma creare le condizioni per scalarla in modo sicuro e sostenibile, integrando fin dall'inizio governance, trasparenza, controllo dei costi e responsabilità nelle architetture, nei processi e negli agenti AI, così che la velocità di adozione si traduca in valore concreto e duraturo." ha commentato Giuseppe Bottura, Chief Technology Officer di IBM Consulting Italia.
Lo studio completo, che include i suggerimenti per i leader tecnologici su come ripensare le strutture dedicate alla gestione di velocità, controllo e investimenti, è disponibile a questo LINK.
Lo studio offre inoltre il punto di vista dei CxO tecnologici su come stanno affrontando le complessità legate all’espansione dell’AI nelle organizzazioni.
*Metodologia dello studio
L’IBM Institute for Business Value, in collaborazione con Oxford Economics, ha intervistato 2.000 dirigenti senior responsabili delle decisioni relative a IT, tecnologia o AI nella propria organizzazione in 33 aree geografiche e 19 settori industriali, da gennaio ad aprile 2026. Il sondaggio è stato progettato per raccogliere informazioni su come le organizzazioni stanno gestendo le sfide finanziarie, operative e di governance associate alla scalabilità dell’AI. Sono state, inoltre, condotte ulteriori analisi per identificare le organizzazioni che hanno sviluppato le capacità strutturali necessarie a scalare efficacemente l’AI, segmentando le organizzazioni in base a preparazione ed efficienza e valutando la maturità della governance.
L’IBM Institute for Business Value, il think tank di thought leadership di IBM, combina ricerca globale e dati sulle performance con il contributo di esperti di settore e accademici di primo piano per offrire insight che aiutano i leader aziendali a prendere decisioni più informate. Per ulteriori contenuti, potete visitare: www.ibm.com/ibv.
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Informazioni su IBM
IBM è uno dei principali fornitori globali di cloud ibrido, AI e consulenza. Aiuta i suoi clienti in oltre 175 Paesi a valorizzare i dati, semplificare i processi aziendali, ridurre i costi e ottenere un vantaggio competitivo nei rispettivi settori. Migliaia di enti governativi e aziende operanti in settori infrastrutturali critici, come servizi finanziari, telecomunicazioni e sanità, si affidano alla piattaforma cloud ibrida di IBM e a Red Hat OpenShift per realizzare rapidamente, in modo efficiente e sicuro, la loro trasformazione digitale. Le innovazioni pionieristiche di IBM nell’AI, nel quantum computing, nelle soluzioni cloud verticali e nella consulenza offrono ai clienti opzioni aperte e flessibili. Tutto ciò è supportato dall’impegno storico di IBM verso fiducia, trasparenza, responsabilità, inclusione e servizio. Per maggiori informazioni visitare www.ibm.com.
LinkedIn: IBM
Contatti:
Paola Piacentini, IBM External Relations Leader
email: paola_piacentini@it.ibm.com
tel. + 39 335 1270646
Le prospettive di alcuni tra i dirigenti intervistati:
“L’AI ha sia un lato positivo sia uno oscuro. La maggior parte delle persone si concentra sulle opportunità, ma ciò introduce anche nuove vulnerabilità, e molte organizzazioni sono più esposte di quanto credano.” – Victoria Medina, Chief Technology and Data Officer, Allianz Spain, Spagna
“Progettiamo architetture modulari affinché i componenti possano evolvere con l’avanzare della tecnologia, senza compromettere l’intero sistema. Questo approccio ci consente di assorbire rapidamente l’innovazione, continuando al contempo a supportare prodotti con cicli di vita decennali.” – Boris Alexandre, Head of ARP Programme, Airbus, Canada
“È come pilotare un aereo a 10.000 piedi, sentirsi dire di salire a 12.000, sostituire entrambi i motori durante il volo e garantire l’assenza totale di turbolenze. Nessuno sceglierebbe di pilotare quell’aereo — ma è esattamente ciò che le aziende stanno facendo oggi.” – Afonso Eça, membro del Consiglio Esecutivo, Banco BPI, Spagna
“Il mio ruolo non è generare ogni singola idea trasformativa. È costruire le basi che consentano alle persone più brillanti dell’organizzazione di trasformare quelle idee in realtà.” – Chad Jones, CIO, Baylor Scott & White Health, Stati Uniti
“L’obiettivo non è eliminare lo shadow IT, ma creare visibilità e collaborazione, così che i team possano ottenere supporto quando ne hanno bisogno senza rallentare.” – Chris Pesola, CIO, Roush, Stati Uniti
“Non sappiamo chi vincerà o perderà nei prossimi cinque anni. Per questo manteniamo i modelli AI modulari e intercambiabili, pronti ad adattarsi se il contesto dovesse cambiare.” – Dalton Gouws, Group IT Director e membro del Consiglio di Amministrazione, VWG UK Ltd, Regno Unito