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Five Trends 2026: le tendenze che ridefiniranno il vantaggio competitivo nel prossimo anno secondo il nuovo studio dell'IBM Institute for Business Value

By Paola Piacentini
December 11, 2025
Five Trends 2026: le tendenze che ridefiniranno il vantaggio competitivo nel prossimo anno secondo il nuovo studio dell'IBM Institute for Business Value

Lo studio "Five trends for 2026" dell'IBM Institute for Business Value esplora le principali tendenze che plasmeranno il panorama aziendale nel 2026. Basato su ricerche approfondite e interviste...

Lo studio "Five trends for 2026" dell'IBM Institute for Business Value esplora le principali tendenze che plasmeranno il panorama aziendale nel 2026. Basato su ricerche approfondite e interviste con oltre 1.000 dirigenti executive e 8.500 consumatori e dipendenti a livello globale, il report identifica cinque tendenze chiave che i leader aziendali dovrebbero monitorare attentamente.

Il progresso tecnologico risolve infatti i problemi di ieri, ma crea nuove sfide che le organizzazioni devono ancora comprendere. Con le trasformazioni che avvengono alla velocità dell'intelligenza artificiale e presto del calcolo quantistico, cercare stabilità è particolarmente difficile. I leader lungimiranti vedono nelle incertezze delle opportunità da cogliere. Il segreto non sta nella pianificazione perfetta, ma nell'imparare a governare l'ambiguità.

Vediamo quali sono le cinque tendenze analizzate dallo studio.

Trend 1: L'incertezza sarà il tuo più grande asset—se la saprai cogliere

In un ambiente volatile, la risposta rapida è essenziale. Il 90% dei dirigenti afferma che perderanno il loro vantaggio competitivo se la loro organizzazione non sarà in grado di operare in tempo reale. L'81% ha anche dichiarato che le questioni geopolitiche ed economiche hanno minacciato i loro investimenti tecnologici nel 2025, e quasi la metà crede che il problema peggiorerà nel 2026. Tuttavia, il 74% vede nella volatilità economica e geopolitica nuove opportunità di business. Le organizzazioni devono anticipare i cambiamenti e trarne profitto, richiedendo infrastrutture IT flessibili e architetture di dati che permettano alle informazioni di fluire alle persone e agli agenti di intelligenza artificiale giusti al momento giusto.

Cosa fare: rivedere le strutture organizzative — dalla composizione dei team all’architettura dei dati e ai portafogli prodotti — per renderle più agili. Consentire agli agenti AI di intervenire autonomamente su prezzi, messaggi e varianti di prodotto quando si presentano specifiche condizioni di opportunità.

Trend 2: I dipendenti vorranno più intelligenza artificiale—non meno

Esiste un divario di percezione: il 56% dei dirigenti teme che i dipendenti stiano andando in burnout per i continui cambiamenti, ma il 77% dei lavoratori ritiene sostenibile il ritmo con cui la tecnologia sta trasformando il loro lavoro quotidiano. Gli impiegati di tutte le generazioni sono più inclini ad abbracciare l'uso crescente dell'intelligenza artificiale piuttosto che a resistervi e vedono l'intelligenza artificiale come un'opportunità per migliorare il loro lavoro. Il 61% afferma che l'AI rende il loro lavoro meno monotono e più strategico, liberandoli da compiti ripetitivi e permettendo di concentrarsi su attività di alto valore. Il 63% collaborerebbe volentieri con un agente AI, mentre il 48% sarebbe persino a proprio agio nell'essere gestito da uno.

Le aziende devono creare una roadmap per ruoli che ancora non esistono e identificare quali compiti possono essere migliorati o automatizzati dall'intelligenza artificiale.

La formazione è così importante che il 56% dei lavoratori cambierebbe datore di lavoro e il 42% accetterebbe anche un taglio dello stipendio pur di ottenerla. I dirigenti prevedono che il 56% della forza lavoro richiederà riqualificazione entro la fine del 2026 a causa dell'automazione guidata dall'AI. Le competenze più richieste? Problem-solving e innovazione—proprio quelle che l'AI generativa renderà ancora più strategiche.

Cosa fare: invitare ogni dipendente a individuare quali attività possono essere potenziate o automatizzate dall’AI e quali richiedono invece competenze umane. Orientare il talento verso ciò che l’AI non può sostituire. Sostituire le job description rigide con framework di ruolo più flessibili. Sviluppare competenze di alfabetizzazione nell’AI a tutti i livelli dell’organizzazione.

Trend 3: I clienti riterranno la tua intelligenza artificiale responsabile

La fiducia dei clienti è fondamentale: il 95% dei dirigenti afferma che la fiducia dei consumatori nella loro intelligenza artificiale definirà il successo di nuovi prodotti e servizi. L'89% dei consumatori vuole sapere quando interagisce con l'intelligenza artificiale. I consumatori sono disposti a perdonare le imperfezioni: il 56% accetterebbe difetti nei servizi abilitati dall'AI, riconoscendo che la tecnologia è ancora in evoluzione. Ma quattro su cinque perderebbero fiducia in un marchio se l'uso dell'AI fosse nascosto—e in quel caso due terzi cambierebbero brand, disposti anche a pagare di più. Le organizzazioni di maggior successo sono trasparenti su come utilizzano i dati dei clienti e coinvolgono i clienti più entusiasti nei test iniziali. La trasparenza e la tracciabilità delle raccomandazioni di intelligenza artificiale sono cruciali per mantenere la fiducia dei clienti.

Cosa fare: invece di limitarsi a dichiarare l’uso dei dati dei clienti, mostrare in modo concreto come vengono utilizzati. Rendere le raccomandazioni generate dall’AI completamente tracciabili, così che i clienti possano comprenderne i criteri decisionali. Offrire un controllo più approfondito, con opzioni di cancellazione e portabilità che superino i requisiti minimi di legge. Coinvolgere i clienti più fedeli nel test delle nuove funzionalità AI prima del lancio su larga scala.

Trend 4: La resilienza globale dell'intelligenza artificiale richiederà una rete di sicurezza locale

La sovranità dell'intelligenza artificiale, ovvero la capacità di un'organizzazione di controllare e governare i propri sistemi di intelligenza artificiale, dati e infrastrutture in ogni momento, è diventata critica. Il 93% dei dirigenti afferma che devono considerare la sovranità dell'intelligenza artificiale nella loro strategia aziendale per il 2026. La resilienza dell'intelligenza artificiale dipende dall'accesso continuo alle tecnologie più avanzate e dalla capacità di spostare senza problemi i carichi di lavoro, i dati e gli agenti tra posizioni e fornitori di fiducia. Il 50% dei dirigenti si preoccupa della dipendenza eccessiva da risorse computazionali concentrate in determinate regioni. Quando nuove normative richiedono che i dati delle aziende rimangano nel paese, ma i modelli AI sono stati addestrati su infrastrutture estere, alcune operazioni potrebbero bloccarsi completamente. Con le restrizioni commerciali sui semiconduttori, il 75% dei dirigenti vede la dipendenza da pochi fornitori come una sfida strategica importante.

Cosa fare: progettare l’ecosistema AI affinché carichi di lavoro, dati e agenti possano muoversi con facilità tra sedi e provider affidabili. Automatizzare le attività di compliance per favorire un’innovazione più rapida. Integrare la spiegabilità nei modelli fin dalla fase di sviluppo. Implementare sistemi di monitoraggio continuo in grado di individuare e correggere tempestivamente la deriva dei modelli, evitando cali di prestazioni o l’introduzione di bias.

Trend 5: Il vantaggio quantistico richiederà forza nei numeri

Il vantaggio quantistico potrebbe diventare realtà entro la fine del 2026, quando un computer quantistico sarà in grado di risolvere un problema con un miglioramento dimostrabile rispetto a qualsiasi metodo classico.  Ma c’è un ostacolo: su larga scala, il quantum computing richiede risorse che nessuna organizzazione può sostenere da sola. Servono più potenza di calcolo, dataset più ampi e competenze più avanzate. In breve, servono ecosistemi.

Le organizzazioni più avanzate nel percorso quantistico sono tre volte più propense a far parte di più ecosistemi rispetto alle altre. L'integrazione degli ecosistemi è un moltiplicatore di scala: il 79% dei dirigenti afferma che i partner dell'ecosistema aiutano ad accelerare l'adozione della tecnologia e il 77% afferma che i dati di questi partner migliorano i risultati aziendali. Le alleanze con i migliori ecosistemi oggi non solo vincono la gara attuale, ma si posizionano per guidare nell'era quantistica.

Cosa fare: individuare le principali aree di investimento nelle tecnologie emergenti, incluso il quantum. Collaborare con altri attori per condividere costi, ridurre i rischi e accelerare il processo di apprendimento. Dare priorità a partner aperti, affidabili e innovativi, in grado di apportare dati e competenze complementari. Addestrare gli agenti AI sui dati dell’ecosistema, così da renderli più efficaci e semplici da aggiornare.

In sintesi, per affrontare con successo le sfide del 2026, le organizzazioni devono abbracciare l'incertezza, potenziare l'uso dell'AI, mantenere la trasparenza con i clienti, garantire la resilienza dell’intelligenza artificiale e collaborare con partner strategici. IBM è pronta a supportare le aziende in questo percorso con soluzioni tecnologiche avanzate e innovazioni basate sulla ricerca.

A questo link potrete accedere allo studio completo.

Metodologia della ricerca

Lo studio ha raccolto dati quantitativi attraverso due grandi sondaggi distinti: uno rivolto ai dirigenti senior e l'altro ai consumatori e dipendenti globali. Il campione di dirigenti comprendeva 1.000 dirigenti di alto livello provenienti da 18 settori e 29 paesi (in partnership con Phronesis). Il campione dei consumatori e dipendenti globali comprendeva 8.500 individui provenienti da 15 paesi, impiegati full-time, distribuiti equamente per fasce d'età (in partnership con Suzy). L’approccio analitico ha previsto statistiche descrittive per identificare i trend principali, seguite da analisi di regressione per individuare i fattori chiave che influenzano l'outlook strategico, in particolare sulla convinzione che la volatilità creerà opportunità di business nel 2026.

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