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Un nuovo studio IBM mette in luce le sfide che le imprese europee devono affrontare nel percorso verso la sovranità nell'intelligenza artificiale

• Il 90% degli intervistati dell'area EMEA non comprende appieno le proprie dipendenze dall'AI in termini di fornitori, modelli e infrastrutture
• Per il 73% dei dirigenti europei intervistati cambiare il principale fornitore o modello di AI sarebbe difficile
• A livello globale, le organizzazioni dotate delle capacità più avanzate di controllo dell'AI proteggono il 55% in più dell'utile operativo dalle interruzioni causate dall'AI stessa
17 giu 2026
Un nuovo studio IBM mette in luce le sfide che le imprese europee devono affrontare nel percorso verso la sovranità nell'intelligenza artificiale

LONDRA, 17 giugno 2026 – Un nuovo studio mondiale dell'Institute for Business Value di IBM (NYSE: IBM) rileva che, sebbene la sovranità dell'AI sia diventata un imperativo aziendale per le imprese in tutta la regione EMEA, la maggior parte delle organizzazioni intervistate rimane bloccata in sistemi di AI che non possono facilmente cambiare e molte mancano di conoscenza delle proprie dipendenze da fornitore, modello e infrastruttura.

Con l'83% degli amministratori delegati a livello globale che ritiene ormai indispensabile garantire la sovranità dell’AI nelle strategie aziendali, e in un contesto politico europeo in rapida evoluzione, i leader si trovano sotto una pressione crescente per mostrare con precisione come vengono gestiti i dati e come operano i sistemi. Tuttavia, molti non hanno ancora il livello di visibilità necessario per farlo in modo realmente efficace.

Sulla base delle informazioni raccolte da 370 dirigenti senior nell’area EMEA e 1.000 a livello globale, lo studio “The Calculus of AI Sovereignty” rivela che solo il 10% degli intervistati (14% in Italia) in EMEA ha una solida comprensione delle dipendenze della propria organizzazione in termini di fornitori di AI, modelli e infrastrutture.

Inoltre, mentre la flessibilità operativa è diventata essenziale per garantire resilienza in un contesto di continue interruzioni globali, il 73% degli intervistati in EMEA (66% in Italia) ha ammesso che sarebbe difficile cambiare il proprio principale fornitore o modello di AI. Inoltre, il 70% dei dirigenti della regione (52% in Italia) afferma che rispettare i requisiti di residenza e sovranità dei dati nelle diverse aree geografiche è complesso, e crea difficoltà nello spostamento dei sistemi di AI o dei dati tra diversi ambienti.

A sottolineare l’importanza della libertà di scelta, il 71% degli intervistati in Europa (64% in Italia) afferma che accetterebbe un aumento dei costi del 20% pur di mantenere il rapporto con i fornitori di AI, se ciò migliorasse la flessibilità strategica.

La maggioranza dei dirigenti europei intervistati, compresi quelli italiani (81%) afferma che, se il proprio fornitore principale di AI dovesse subire un’interruzione di sette giorni o più, l’impatto sarebbe grave o critico, con un arresto significativo delle attività aziendali. Le organizzazioni intervistate hanno riportato una media di sette interruzioni operative legate all’AI negli ultimi due anni, causate dai servizi dei propri fornitori. In Italia i leader hanno dichiarato che la principale causa di queste interruzioni è dovuta a violazioni di sicurezza e dei dati.

Ana Paula Assis, Senior Vice President e Chair, EMEA e APAC di IBM, ha dichiarato nella prefazione dello studio: “Questo report mostra che solo una piccola parte dei dirigenti oggi comprende realmente le proprie dipendenze in ambito AI. Il divario tra adozione e controllo si sta ampliando proprio nel momento in cui l’AI diventa indispensabile. Per le imprese, la combinazione di tecnologia open source e controllo è ciò che consente una sovranità selettiva: ottenere il giusto livello di autorità dove più conta, senza sostenere i costi di un’indipendenza totale ovunque.”

La maggior parte delle organizzazioni intervistate descrive i propri ambienti di AI come intenzionalmente multi‑vendor (73%), ma la diversità dei fornitori, nella pratica, sembra essere guidata meno da una strategia deliberata e più da realtà operative e interne:

  • Le decisioni indipendenti delle singole business unit (68%) e le necessità geografiche (67%) emergono come principali fattori.
  • Anche la complessità dei sistemi legacy è citata diffusamente (53%), riflettendo fusioni, acquisizioni e decisioni storiche – comuni nelle organizzazioni, ma più raramente il fattore determinante.

La ricerca ha, inoltre, rilevato che le organizzazioni a livello globale con capacità più avanzate di controllo dell’AI registrano meno tempi di inattività e proteggono il 55% in più dei profitti operativi dalle interruzioni legate all’AI. Tuttavia, solo una minoranza delle imprese intervistate (7% Italia compresa) opera a questo livello, indicando un divario crescente tra chi sta costruendo sistemi di AI adattabili e chi è limitato dalle dipendenze.

Lo studio offre anche una roadmap per i CEO su come costruire sistemi di AI flessibili, resilienti e sovrani.

Per consultare lo studio globale completo, visita: https://ibm.biz/ai-sovereignty

*Metodologia dello studio 

L’IBM Institute for Business Value, in collaborazione con Oxford Economics, ha condotto un’indagine globale tra febbraio e aprile 2026 per esaminare come le organizzazioni strutturano il controllo lungo la catena del valore dell’AI e come tali scelte si colleghino a resilienza, performance ed economia operativa. Lo studio si basa sulle risposte di 1.000 dirigenti senior responsabili di AI, dati, tecnologia o capacità aziendali correlate, in 14 aree geografiche e 17 settori industriali. Un’analisi aggiuntiva ha identificato diversi profili di controllo dell’AI segmentando le organizzazioni in base a come strutturano il controllo su dati, modelli, infrastrutture e applicazioni, e valutando la relazione con resilienza, performance ed economia operativa.

L’IBM Institute for Business Value, il think tank di IBM dedicato al thought leadership, combina ricerca globale e dati sulle performance con l’esperienza di esperti del settore e accademici di primo piano per fornire approfondimenti utili ai leader aziendali.

Per altri contenuti di thought leadership di livello mondiale, visita: www.ibm.com/ibv.

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IBM è fornitore globale leader di cloud ibrido, intelligenza artificiale e competenze di consulenza. Aiuta i clienti in oltre 175 paesi a valorizzare le informazioni ricavate dai loro dati, ottimizzare i processi aziendali, ridurre i costi e ottenere un vantaggio competitivo nei loro settori. Più di 4.000 imprese pubbliche e private che operano in settori chiave dell’economia, come servizi finanziari, telecomunicazioni e sanità, si affidano alla piattaforma cloud ibrida IBM e Red Hat OpenShift per realizzare i loro progetti di trasformazione digitale in modo rapido, efficiente e sicuro. Le innovazioni di IBM nell'intelligenza artificiale, nell'informatica quantistica, nelle soluzioni cloud specifiche di settore e nella consulenza offrono alle imprese opzioni di offerta aperte e flessibili tra cui scegliere. Tutto questo è supportato dall'attenzione e impegno di lunga data di IBM verso i valori di fiducia, trasparenza, responsabilità, inclusione e servizio.
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