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Quando la tecnologia genera successo: il ruolo della trasformazione digitale e dell’AI nelle performance delle imprese

L'evento Tech Excellence - organizzato da Nextwork360 in collaborazione con IBM Italia, Credemtel, Sinthera e VarGroup - che si è tenuto il 26 marzo a Bologna, è stata l’occasione per favorire...
L'evento Tech Excellence - organizzato da Nextwork360 in collaborazione con IBM Italia, Credemtel, Sinthera e VarGroup - che si è tenuto il 26 marzo a Bologna, è stata l’occasione per favorire un momento di confronto ad alto livello tra imprenditori, CEO, CFO, CIO e decision maker desiderosi di comprendere quale ruolo stiano giocando la trasformazione digitale e l’intelligenza artificiale nelle performance delle imprese più dinamiche del territorio.
All’inizio dell’incontro è stata presentata da Raffaello Balocco, Professore del Politecnico di Milano e fondatore di Nextwork360, e Antonio Giuliani, Professore dell’Università di Bologna, una ricerca realizzata in collaborazione con gli Osservatori del Politecnico di Milano, condotta su 1.200 bilanci, che ha analizzato le priorità strategiche e di innovazione digitale - quali hybrid cloud, intelligenza artificiale, automazione - di un campione di 52 imprese medio-grandi di questo territorio. Sono stati presi in considerazione alcuni specifici aspetti come servizi pubblici digitali, competenze, digitalizzazione e infrastrutture digitali: l’Emilia Romagna si posiziona al primo posto tra le regioni italiane, a parimerito con il Trentino. Ma nonostante la presenza di un buon livello di digitalizzazione le priorità strategiche per le imprese coinvolte restano: l’introduzione dell’AI, l’innovazione e la sostenibilità. È evidente che ci sia ancora molto da fare, probabilmente anche per un insieme di vincoli e difficoltà da affrontare, come la complessità burocratica, le normative, il costo delle materie prime e la carenza di manodopera qualificata, oltre ad un gap tecnologico rispetto ad altri competitor internazionali. Sono interessanti anche gli obiettivi futuri che queste imprese si sono poste per il 2026 quali esigenze di formazione, automazione dei processi e modernizzazione applicativa. E per poterli raggiungere c’è una chiara consapevolezza della necessità di una maggiore agilità, sicurezza, efficienza e l’adozione di un approccio data-driven. Ma anche una forte necessità di associare la digitalizzazione a use case pratici per poter cogliere un reale ritorno di investimento, insieme alla formazione che rimane cruciale nell’ottica di creare un ecosistema virtuoso tra università, poli tecnologici e imprese.
Si tratta, quindi, di un territorio vivace ma anche frammentato, composto da imprese di diverse dimensioni e settori, differenti per maturità digitale che dimostrano grandi opportunità di evoluzione. Per questo è importante adottare un approccio di sistema per identificare percorsi comuni di crescita anche attraverso la collaborazione dei partner.
Come ha sottolineato Roberta Bavaro, Direttrice dell’Ecosistema e delle imprese del territorio di IBM Italia, “questo incontro è la dimostrazione dell’impegno e dell’interesse di IBM di investire nei territori e nelle piccole e medie imprese”. E ha ribadito che sicuramente serve un cambio culturale prima di qualsiasi trasformazione digitale.
È intervenuto anche Marco Moscatti, Presidente Giovani Imprenditori, Confindustria Emilia, che ha parlato di competitività del territorio ricordando la presenza di diverse filiere di valore, di imprese d’eccellenza, di un ottimo sistema di istruzione e anche di una buona qualità della vita. Ma oggi dove tutto è connesso non possiamo più affrontare le sfide globali, come la questione energetica, demografica, delle materie prime, su base regionale o nazionale, dobbiamo ragionare in ottica europea, allargare i nostri orizzonti.
Due fattori diventano centrali per essere davvero competitivi in un contesto dinamico come quello attuale: l’AI è imprescindibile, ormai è una scelta necessaria di cui non possiamo fare a meno, e il capitale umano. Le persone devono sentirsi al centro di ogni impresa, ognuno deve essere in grado di contribuire in modo innovativo e di fare la sua parte.
A seguire, nella tavola rotonda moderata da Vincenzo Zaglio, direttore di ZeroUno, sono intervenuti oltre a Roberta Bavaro tre business partner di IBM: Luca Bicchieri, Market Leader Large Corporate, Credemtel, Paolo Marco Salvatore, Chief Technology Officer, Sinthera - WeAreProject e Roberto Tassi, Alliance Manager, Var Group. Tra i principali messaggi emersi troviamo il ruolo della tecnologia per rispondere alla complessità e favorire i processi di semplificazione. Partendo dall’hybrid cloud per offrire la necessaria flessibilità alle imprese, per passare al tema dei dati, ossia recuperare informazioni in modo veloce, sicuro ed efficiente, e adottare l’AI non più solo attraverso sperimentazioni ma integrandola nei processi dell’azienda. Come ha ribadito Roberta Bavaro “si può partire con piccoli progetti e poi ampliarli in un secondo momento in modo graduale con un approccio realistico”.
Si sono poi tenute tre sessioni specifiche su hybrid cloud, dati e applicazioni che hanno consentito ai partecipanti e ai partner di confrontarsi e soprattutto di condividere le proprie esperienze e progetti.
Inoltre, molteplici sono stati gli esempi virtuosi di aziende riconosciuti, che si distinguono per un trend di crescita sostenibile, anche abilitato da un approccio olistico all’adozione del digitale.
L’innovazione deve abbracciare tutta l’impresa a 360°, deve partire da un nuovo modo di vedere e fare le cose, cominciando da un reale cambiamento culturale: la tecnologia genera successo ma serve anche e soprattutto, competenza e formazione talenti.
IBM ne è convinta e, a partire da questo primo appuntamento, si impegna ad accompagnare le imprese lungo un percorso di crescita e innovazione da sviluppare insieme ai suoi partner, che conoscono molto bene il territorio e portano valore e competenza in ogni progetto.
Morgana Stell - External Relations Leader, IBM Italia